Zaino in viaggio

Rotte fuori pista e viaggi senza filtri.

Torniamo diversi ogni volta, stanchi ma con la voglia di ripartire.

Inghiottiti dalla routine dimentichiamo la domanda di ogni sera "Ma domani che giro facciamo?".

Se cerchi il villaggio all-inclusive o la solita posa da Instagram, questo posto non fa per te.

Qui raccontiamo di esperienze reali e viaggi borderline con del sano disagio. Paesi poco battuti, mete complesse e percorsi fuori dalla comfort zone. Condividiamo budget reali spesi al centesimo, errori commessi, trappole da evitare e contatti sul campo.

E se vuoi spingerti oltre ma ti manca il tempo per pianificare o hai dubbi sulla sicurezza ci penso io a organizzare l'itinerario e le mappe per la tua partenza.

Islanda 2025: Come Sopravvivere (e Risparmiare) nel Paese incontaminato

Guida Interattiva tra Ring Road e Budget Smart

✍️ Copywriting Hack: La vera anima di questo viaggio è l’itinerario. Abbiamo tracciato ogni singola tappa per creare questa mappa interattiva: scorri le slide per viaggiare con noi giorno per giorno, scoprire le coordinate esatte e leggere i nostri trucchi sul campo.

Come leggere la mappa:

Premi “Start Exploring” e parti!

CATEGORIA SPESACOSTO 2 PAX
✈️ Voli A/R (con bagaglio)660€
🚙 Noleggio Auto 720€
⛽Benzina309.70€
🏡 Alloggi (Camping Card)179€
🛒 Cibo & SpesaScorte da casa
🌋 Escursioni / Terme181.50€
🅿️ Parcheggi73.30€
💸 Spese Extra*417.56€

*Extra:

68,82€ supermercato e souvenirs

36€ eSIM

46€ Campeggio e lavanderia

16.74€ tasse soggiorno campeggi

250€ Noleggio Auto (imprevisto)

Cartoline dal Ghiaccio e dal Fuoco

Prima di svelarvi il “dietro le quinte” e la dura realtà della nostra sopravvivenza in tenda, ecco gli scatti che riassumono l’essenza di questo on the road. Le immagini che, da sole, valgono tutto il freddo preso.

La dura realtà: Tenda e Pentolino

1. L’arte dell’incastro

Ottimizzare gli spazi quando si vive in auto e in tenda è vitale. Per i vestiti abbiamo usato i classici sacchetti sottovuoto, ma il vero colpo di genio è stato acquistare una mini-pompa portatile su Amazon: ci è servita sia per aspirare l’aria dai sacchetti dei vestiti, sia per gonfiare i materassini la sera in pochi secondi, senza impazzire dopo una giornata di trekking.

Ma il nostro vero salvavita logistico è stato un altro: una grande sacca della Decathlon. Dovendo montare e smontare il campo ogni singola mattina (spesso sotto la pioggia), non avevamo tempo né voglia di piegare tutto alla perfezione. La soluzione? Buttavamo tenda smontata, tarp e sottotenda direttamente dentro la sacca, così com’erano. Niente piegature perfette al freddo, zero acqua o fango nel baule della macchina, e pronti a ripartire in 5 minuti netti.

2. L’auto a noleggio

Sfatiamo subito un grande mito: per percorrere la Ring Road in estate non serve noleggiare un costosissimo 4×4. La nostra compagna di viaggio è stata una normalissima Toyota Yaris a due ruote motrici che aveva già la bellezza di 280.000 km sul contachilometri. Eppure, ha macinato i nostri 3.000 km di itinerario senza battere ciglio, facendoci risparmiare un’infinità di soldi sul noleggio.

Non è andato tutto liscio fin dal primo minuto, però. Al desk del ritiro abbiamo avuto un fastidioso problema con la carta di credito (il classico imprevisto che fa sudare freddo), risolto sborsando un sovrapprezzo di 250€ sul momento. Un colpo al budget, ma fa parte del gioco degli imprevisti on the road.

E il fuoristrada? Quello è solo rimandato. I veri mezzi 4×4 sono obbligatori solo per affrontare le famigerate “F-Roads” verso le Highlands islandesi (gli altipiani interni), un mondo selvaggio e inesplorato che, a detta di molti, è ancora più spettacolare della costa. Ma quella è un’altra storia e, soprattutto, un altro viaggio.

3. Il campo base

Scegliendo la Camping Card per ammortizzare i costi, bisogna essere preparati a una realtà: molti campeggi islandesi sono estremamente spartani, spesso solo enormi prati senza alcun riparo dal vento o tavoli da picnic. Per questo, l’attrezzatura che vedete in foto è stata la nostra salvezza.

Due elementi si sono rivelati fondamentali contro l’umidità notturna islandese, che penetra letteralmente nelle ossa: il sottotenda per isolarci dal terreno bagnato e il tarp (il telo montato a tettoia sopra l’ingresso) per creare una zona asciutta. Per dormire, abbiamo scelto una tenda con tecnologia Fresh & Black: un dettaglio vitale per sopravvivere al sole di mezzanotte, che altrimenti illuminerebbe a giorno la tenda alle 3 del mattino.

Infine, la comodità: dormire in tenda per 13 notti di fila può distruggere la schiena, quindi un buon materasso gonfiabile è un investimento obbligatorio. E quelle due sedie da campeggio ultraleggere (che da chiuse entrano in uno zainetto) ci hanno permesso di riposare le gambe e cenare in modo dignitoso ogni sera, evitandoci di mangiare seduti sull’erba bagnata.

4. La cucina da campo

L’Islanda è probabilmente la nazione più costosa in assoluto, e i supermercati non fanno eccezione: quando capisci che un tramezzino triste e mezzo vuoto tra gli scaffali costa l’equivalente di 8 euro, è il momento di attuare il piano B. Come in altri viaggi nel Nord Europa (ma qui è stato di importanza vitale), abbiamo portato il grosso delle scorte alimentari da casa.

Siamo sopravvissuti a base di buste di pasta e riso disidratati, che a fine giornata, al freddo, vi assicuriamo non erano per niente male! La sera il rito era sacro: si accendeva il pentolino — attenzione, il paravento in alluminio è un accessorio fondamentale per impedire che il vento islandese spenga la fiamma — e si preparava pasta e fagioli, minestrina, riso e zucca, e l’immancabile caffè. A pranzo, invece, andavamo di riso precotto e scatolette di tonno, sgombro o verdure. Al supermercato locale ci fermavamo solo per comprare il pane e concederci qualche snack.

E da bere? Dimenticatevi l’acqua in bottiglia. L’acqua del rubinetto islandese è potabile ovunque ed è letteralmente la più pura (e buona) al mondo. Grazie al cielo non c’è alcun bisogno di comprarla: vi basterà avere una borraccia e riempirla gratis ovunque siate.

Oltre al risparmio monumentale, la nostra cucina da campo ci ha regalato un lusso che nessun ristorante stellato di Reykjavík potrà mai offrire: pranzare e cenare in solitaria con viste esclusive su cascate, ghiacciai e fiordi desolati.

💰 I nostri Budget Hacks: Come non farsi spennare in Islanda

🛒 Puntate il maialino rosa: Per la spesa fresca (pane, snack, extra), ignorate i minimarket delle stazioni di servizio e cercate i supermercati Bónus (riconoscibili dal logo del maialino rosa) o Krónan. Sono le catene discount che vi permetteranno di comprare cibo a prezzi ragionevoli.⛺ Matematica della Camping Card: Se restate in Islanda per più di 7-8 notti, compratela. Costa circa 179€ ed è valida per due adulti (e una tenda o camper) per 28 notti in decine di campeggi convenzionati. Noi, in 13 notti, l’abbiamo ammortizzata alla grande. Unico camping pagato nella zona sud est perché ci sono poche strutture e nessuna compresa nella camping card.
⛽ Il trucco della benzina: Spesso le chiavi dell’auto a noleggio hanno un piccolo “chip” o portachiavi magnetico attaccato (di marche come N1, Olís o Orkan). Passatelo sul lettore della colonnina prima di pagare: vi garantirà uno sconto automatico al litro. Ricordate inoltre che i distributori nel nulla sono 100% automatici: vi servirà sempre una carta di pagamento fisica con il PIN. Inoltre da Olís il caffé costa 0.98€ se passate il “chip” delle chiavi dell’auto.♨️ Terme locali vs. Terme turistiche: Invece di spendere 80-100€ a testa per le famose (e affollate) terme da cartolina, fate come i locals. Ogni paesino ha la sua Sundlaug (piscina municipale geotermale), accessibile con circa 7-8 euro. L’esperienza è infinitamente più autentica, sarete in mezzo agli islandesi e l’acqua a 40°C a fine giornata vi rimetterà al mondo. Esistono anche delle pozze termali completamente gratuite e naturali ma spesso sono affollate anche queste (e talvolta sporche).
💳 Dimenticate i contanti (ma attenti alle commissioni): In Islanda si paga tutto con la carta, persino il bagno pubblico sperduto nel nulla. Non cambiate contanti in Corone Islandesi (ISK), ma usate una carta senza commissioni di cambio valuta (come Revolut o simili) per evitare che la vostra banca italiana vi salassi a ogni transazione. Io purtroppo ho cambiato in aeroporto 100€ e si sono tenuti 20€ di commissioni.🅿️ Evitate le “multe fantasma”: Molti parcheggi delle attrazioni (es. Thingvellir o Seljalandsfoss) sono a pagamento ma senza sbarre o caselli: ci sono telecamere nascoste che leggono la targa. Scaricate l’app Parka.is per pagare in un clic dallo smartphone. Se ve ne dimenticate, la multa arriverà dritta all’autonoleggio, che scalerà dalla vostra carta di credito la sanzione più una salatissima “commissione di gestione pratica” (anche 30-40€ in più!).